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Leggere l'etichetta dell'olio: acidità, polifenoli, perossidi spiegati
Acidità sotto 0,3%, polifenoli sopra 350 mg/kg, perossidi minimi. Una guida pratica per decifrare i numeri in etichetta e capire cosa stai davvero comprando.
Davanti a una bottiglia di olio extravergine, la maggior parte delle persone guarda due cose: il prezzo e l'aspetto della bottiglia. Chi un po' ne capisce, anche cultivar e zona DOP. Ma i numeri veramente diagnostici — quelli che ti dicono se l'olio è fresco, ben estratto e ricco di antiossidanti — stanno nei parametri analitici. E quei numeri non sono difficili da capire: si imparano in cinque minuti.
In questa guida prendiamo i tre parametri chiave (acidità libera, polifenoli totali, numero di perossidi) e vediamo cosa dicono davvero, quali soglie cercare e perché un produttore serio dovrebbe dichiararli senza fare scena.
Acidità libera: il termometro della qualità delle olive
L'acidità libera misura la percentuale di acidi grassi liberi presenti nell'olio. Si esprime come percentuale di acido oleico (es. 0,2%, 0,5%).
Cosa la fa alzare:
- Olive danneggiate prima della molitura (cadute a terra, beccate da uccelli, attaccate dalla mosca olearia)
- Tempo eccessivo tra raccolta e franta (più di 24 ore = problemi)
- Temperature alte durante stoccaggio delle olive prima della frangitura
- Cattiva conservazione dell'olio dopo l'estrazione
In altre parole: l'acidità ti racconta la filiera, non il sapore.
Soglie da conoscere:
- ≤ 0,8%: limite di legge per chiamarsi "extravergine" (categoria UE)
- ≤ 0,5%: limite per la maggior parte delle DOP italiane
- ≤ 0,3%: zona di qualità — il segno di olive sane raccolte e franite in giornata
- ≤ 0,2%: eccellenza — possibile solo con raccolta selettiva e franta entro 6 ore
Un produttore che pubblica "acidità: 0,18%" sta dicendo: ho raccolto olive integre, le ho portate al frantoio nelle ore, ho stoccato in inox a temperatura controllata. È un'informazione tecnica che ha valore solo se è verificabile (analisi di laboratorio recenti, lotto specifico).
Cosa NON ti dice l'acidità: il sapore. Un olio con acidità 0,2% può essere insipido se le olive erano povere di polifenoli. Un olio con acidità 0,4% può essere strepitoso se la cultivar è giusta e il momento di raccolta perfetto.
Polifenoli totali: gli antiossidanti che ti senti in gola
I polifenoli (e in particolare i secoiridoidi tipo oleocantale e oleaceina) sono i composti aromatici e antiossidanti dell'olio extravergine. Sono quello che senti come amaro e piccante in fondo alla bocca, e sono il motivo per cui l'EVO ha proprietà nutraceutiche riconosciute scientificamente (l'oleocantale ha attività antinfiammatoria simile all'ibuprofene).
Si misurano in mg/kg (talvolta scritto come ppm o "mg di tirosolo equivalente").
Soglie utili:
- < 250 mg/kg: olio "leggero", spesso da cultivar a basso contenuto polifenolico (Verdese, alcuni blend)
- 250 – 400 mg/kg: medi — Moresca, Coratina giovane, blend equilibrati
- 400 – 700 mg/kg: alti — Tonda Iblea, Coratina, Nocellara del Belice in annate buone
- > 700 mg/kg: eccellenza — monocultivar selezionati, annate fortunate
Bonus normativo: il regolamento UE 432/2012 permette di dichiarare in etichetta il claim "i polifenoli dell'olio d'oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo" solo se l'olio contiene almeno 5 mg/20 g di idrossitirosolo e derivati (~250 mg/kg di polifenoli totali). Se vedi questo claim, l'olio è certificato sopra quella soglia.
Sapere pratico: i polifenoli scendono nel tempo. Un olio da 600 mg/kg appena imbottigliato può essere a 350 dopo 18 mesi anche se conservato bene. Per questo l'annata di raccolta è così importante.
Numero di perossidi: l'indice di ossidazione
Il numero di perossidi misura quanto l'olio si è già ossidato. Si esprime in meq O₂/kg (milliequivalenti di ossigeno per chilo).
Cosa lo fa salire:
- Esposizione alla luce
- Esposizione all'ossigeno (bottiglie aperte da mesi, tappi non ermetici)
- Temperature alte di stoccaggio
- Tempo — anche con conservazione perfetta, sale lentamente
Soglie:
- ≤ 20 meq O₂/kg: limite di legge per "extravergine"
- ≤ 12 meq O₂/kg: tipico di olii ben tenuti, fascia premium
- ≤ 8 meq O₂/kg: olio molto fresco e ben conservato, top di gamma
- > 20 meq O₂/kg: declassato a "olio di oliva vergine" (non più extravergine)
Un olio appena spremuto e ben stoccato sta tipicamente sotto 5 meq. Lo trovi sopra 12 quando ha qualche mese e ha visto un po' di vita commerciale.
Lettura combinata: acidità bassa + perossidi bassi = olio fresco e ben fatto. Acidità bassa + perossidi alti = olio nato bene ma che ha sofferto in conservazione (luce, calore, ossigeno).
Bonus: cosa cercare nelle analisi sensoriali (panel test)
Per la categoria "extravergine" il regolamento UE 2568/91 richiede anche un panel test: assaggiatori certificati dichiarano il valore mediano del fruttato e l'assenza di difetti su una scala 0-10.
Cosa cercare in scheda tecnica:
- Mediana del fruttato (Mf) > 0 → richiesto per l'extravergine
- Mediana dei difetti (Md) = 0 → nessun difetto percepito (rancido, riscaldo, morchia, muffa, ecc.)
Un olio premium ha tipicamente un fruttato dichiarato 5-8 (intenso) o 2-4 (medio-leggero) a seconda della cultivar. Difetti = 0 sempre.
Tabella di riferimento veloce
| Parametro | Soglia eccellenza | Soglia "buono" | Limite di legge |
|---|---|---|---|
| Acidità libera | ≤ 0,2% | ≤ 0,5% | ≤ 0,8% |
| Polifenoli totali | ≥ 500 mg/kg | ≥ 250 mg/kg | n/a |
| Numero di perossidi | ≤ 8 meq O₂/kg | ≤ 12 meq O₂/kg | ≤ 20 meq O₂/kg |
| Mediana difetti | 0 | 0 | 0 (=extravergine) |
| Mediana fruttato | ≥ 4 | ≥ 2 | > 0 |
Dove trovo questi numeri?
Tre posti, in ordine di affidabilità:
- Etichetta della bottiglia — i produttori più trasparenti riportano almeno acidità e annata
- Scheda tecnica del lotto — disponibile online o su richiesta dai produttori seri (PDF con analisi di laboratorio)
- Certificazione DOP/IGP — i consorzi pubblicano panel test e parametri per ogni lotto certificato
Se un produttore non li dà neanche su richiesta, non è un buon segno. Se li pubblica con dettaglio, ti sta dicendo: "le mie olive parlano da sé".
Mettere insieme i pezzi
Quando guardi una bottiglia di olio extravergine, le quattro domande chiave in ordine di importanza sono:
- Quando sono state raccolte le olive? (Annata)
- Qual è l'acidità libera? (Filiera)
- Qual è il contenuto di polifenoli? (Antiossidanti, sapore, conservabilità)
- Quanti perossidi? (Stato di conservazione)
Risposte chiare a queste quattro domande = olio che merita la tua dispensa. Risposte vaghe = il marketing copre il prodotto.
Tutti gli oli della Tenuta Chiaramonte sono accompagnati da scheda tecnica con analisi di laboratorio del lotto, annata di raccolta e cultivar dichiarata. Vai al shop per vedere le specifiche di ogni olio.


